Fegato, benzina e gloria
Da Brescia agli Appennini e ritorno: la 1000 Miglia un viaggio sentimentale e popolare di uomini, macchine e passioni senza tempo. Dal 9 al 13 giugno, quasi una settimana di visioni indimenticabili e di storia che ci è passata di nuovo sotto gli occhi con tante emozioni. Brescia - Dicasi corsa, e si fa presto a dire. Ma qui la faccenda s’ingorga di epica spicciola e di fegati robusti, di quelli che sanno reggere l’urto del lambrusco genuino e l’odore acre dell’olio che sale dai basamenti. La 1000 Miglia non è mai stata una parata per damerini dal polso molle o per milordi annoiati in cerca di brividi preconfezionati. È, piuttosto, un rito. Un rito pagano e padano, una liturgia semovente che taglia lo stivale in due come un coltello da formaggio entra nella forma del Grana, lasciando dietro di sé una scia di fumo azzurrino, qualche imprecazione dialettale o anche straniera e un’immensa, infinita nostalgia di giovinezza. Si parte da Brescia, la “Leonessa” che ruggisce di bielle e di meta...